sinarchia, sinarchie, sinarchismo, Sionismo

YOUTUBE SI OSTINA A NON RENDERE VISIBILE QUESTO MIO COMMENTO https://www.youtube.com/user/YouTube/discussion [ SALMAN SAUDI ARABIA ] London TV - The Roosevelt Movement  [ Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico ha detto che gli USA 666 SATANISTI FARISEI MASSONI loro hanno fondato sia Al-Qaeda, che ISIS, ma, questa è la verità, LORO NON LO AVREBBERO POTUTO FARE SE TU NON DICEVI: "SI!" ] [ DIETRO A DONALD TRUMP, LE TRAME della MASSONERIA PROGRESSISTA - GIOELE MAGALDI Pubblicato il 11 nov 2016.
https://youtu.be/7uhcQGezq00 Dietro alle elezioni USA che hanno portato alla casa bianca Donald Trump si sono mosse forze organizzate, trasversali, apolidi e sovranazionali. Sorprendentemente, sono proprio le trame della massoneria progressista ad avere portato al successo Donald Tramp. Il come e il perché di questo apparente paradosso, lo spiega bene Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico - che ha una visione privilegiata sulle dinamiche sconosciute ai più - intervistato da Claudio Messora. https://www.youtube.com/watch?v=7uhcQGezq00&feature=em-subs_digest LEGGI IL LIBRO: "MASSONI, SOCIETÀ A RESPONSABILITÀ LIMITATA. LA SCOPERTA DELLE UR-LODGES", di Gioele Magaldi


CIAO, facebook ha detto che io non sono una Persona "decente" perché io rivendico la mia COSTITUZIONALE sovranità monetaria: il SIGNORAGIO BANCARIO, che, i massoni TRADITORI: RENZI, HOLLANDE MERKEL BERLUSCONI  OBAMA e NAPOLITANO, loro hanno dato al Fariseo satanista Talmud Rothschild.
Ecco perché Facebook mi ha chiuso la pagina di: https://www.facebook.com/You-are-dhimmi-in-sharia-law-297337363933260/ a cui tu ti sei iscritto inviandomi la tua preziosa amicizia


SALMAN BOIA SHARIAH ] poiché, Dio JHWH holy, lui il SANTO, LUI ha deciso che si potranno salvare soltanto quelli che abbracciano la croce del martirio di Cristo.. poi, io mi chiedo, 1. quanti pochi cristiani martiri si salveranno? 2. ED IO MI SALVERÒ? 3. e TUTTI GLI ALTRI? ] ANSWER [ NOI SIAMO LA MERDA!

my ISRAEL ] i Bildenberg UNESCO Trilaterale 666 Spa FMI: e tutti i loro SODOMITICI culto, pelosi Darwin gender, CON i loro alleati OCI SHARIA ONU, poligami e pedofili culto Maometto: un solo anticristo: della Sinagoga Rothschild e Salman, tutte le bestie di satana farisei salafiti massoni shariah talmud, Regime Massonico e tecnocratico Bildenberg la usura SpA FED BCE, ecc.. ecc... loro credono di avere ragione, soltanto, perché, loro sanno urlare molto forte! lol. quindi, le scimmie urlatrici sono i maestri, sommi sacerdoti: in mezzo a loro! Dopotutto, se loro avessero un argomento valido, uno straccio di ragione? poi, verrebbero sulla pagina di https://www.youtube.com/user/YouTube/discussion a farmi zittire! .. ed invece, sarò io a farli zittire definitivamente, perché di ascoltare tutto questo chiasso? io sto perdendo la pazienza!

ma i Pellerossa non erano quelli che avevano: la famiglia patriarcale, il delitto d'onore, e la pena di morte per adulterio? ... ovviamente voi questo lo sapevate!
https://www.facebook.com/groups/326082781073879/?notif_t=group_r2j_approved&notif_id=1476942176637310

e non c'è nessuno che potrebbe negare i delitti umani islamici universali, la negazione di tutti i diritti ONU sanciti solennemente, anche se ONU è diventato un traditore? purtroppo è così! e il gonocidio shariah commesso da Maometto e LEGA ARABA ] Dio punirà massoni e atei Darwin GENDER attraverso gli islamici! [ 'Sparisce' caricatura Maometto da opera a Consiglio d'Europa.. Funzionario turco vandalizza pezzo arte su perseguitati storia 14 ottobre, 16:50
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2016/10/14/sparisce-caricatura-maometto-da-opera-a-consiglio-deuropa_0fb3cb4e-a0b5-4a9b-8195-10df380eff97.html


Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
NO COMMENT: finché i massoni ruberanno il nostro signoraggio bancario per darlo a Rothschild? noi non potremo mai avere una società etica! ] CHISSÀ SE ANCHE QUESTO COMMENTO PER FACEBOOK NON È DECENTE! [ Sono scattate le manette per l'ex presidente della Camera dei deputati brasiliana Eduardo Cunha, grande accusatore e arcirivale della deposta presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, della quale a suo tempo aveva autorizzato il procedimento di impeachment. L'ex deputato è stato arrestato per corruzione nell'inchiesta Lava-Jato sui fondi neri Petrobras, nell'ambito della quale era già stato rinviato a giudizio la scorsa settimana. Cunha, fino a pochi mesi fa considerato uno dei politici più spregiudicati e potenti del Paese sudamericano, è sospettato di aver nascosto mazzette milionarie su conti bancari esteri. Per la polizia federale, Cunha avrebbe inoltre usato le tangenti anche per pagare il matrimonio di una delle figlie, in un lussuoso Copacabana Palace di Rio de Janeiro. L'accusa di corruzione è anche costata a Cunha la destituzione dal mandato parlamentare, il mese scorso, dopo un lunghissimo processo presso il Consiglio etico della Camera.
CIAO, facebook ha detto che io non sono una Persona "decente" perché io rivendico la mia COSTITUZIONALE sovranità monetaria: il SIGNORAGIO BANCARIO, che, i massoni TRADITORI: RENZI, HOLLANDE MERKEL BERLUSCONI OBAMA e NAPOLITANO, loro hanno dato al Fariseo satanista Talmud Rothschild.
Ecco perché Facebook mi ha chiuso la pagina di: https://www.facebook.com/You-are-dhimmi-in-sharia-law.../ a cui tu ti sei iscritto inviandomi la tua preziosa amicizia
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2016/10/19/brasile-in-manette-accusatore-rousseff_53a3d999-e397-41fc-a888-14e85c52220f.html

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NO COMMENT: finché i massoni ruberanno il nostro signoraggio bancario per darlo a Rothschild? noi non potremo mai avere una società etica! ] [ Sono scattate le manette per l'ex presidente della Camera dei deputati brasiliana Eduardo Cunha, grande accusatore e arcirivale della deposta presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, della quale a suo tempo aveva autorizzato il procedimento di impeachment. L'ex deputato è stato arrestato per corruzione nell'inchiesta Lava-Jato sui fondi neri Petrobras, nell'ambito della quale era già stato rinviato a giudizio la scorsa settimana. Cunha, fino a pochi mesi fa considerato uno dei politici più spregiudicati e potenti del Paese sudamericano, è sospettato di aver nascosto mazzette milionarie su conti bancari esteri. Per la polizia federale, Cunha avrebbe inoltre usato le tangenti anche per pagare il matrimonio di una delle figlie, in un lussuoso Copacabana Palace di Rio de Janeiro. L'accusa di corruzione è anche costata a Cunha la destituzione dal mandato parlamentare, il mese scorso, dopo un lunghissimo processo presso il Consiglio etico della Camera.

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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR
IL PROBLEMA NON È DATO DAI BROGLI ELETTORALI: che il NWO può fare certamente e impunemente! e neanche dal linciaggio mediatico che TRUMP ha subito da parte della società parassitaria e massonica del SPA FMI BM 666 NWO: alto tradimento Costituzionale: il Signoraggio bancario! .. il problema è che Hillary trascinerà la Russia nella guerra mondiale perché è questo che è stato deciso!
Usa, Hillary vince anche l'ultima sfida
Trump: non so se accetterò l'esito del voto. Clinton: pericoloso
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/10/20/usa-hillary-vince-anche-lultima-sfida_04fe291d-b616-40d8-a1f0-f35074a1825b.html

Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
Hillary: sei pericolo. Trump: voto falso .. il voto è falso, perché, il NetWork Satellite TV Hollywood halloween 666 GENDER DARWIN SPA FED FMI BM NATO CIA, regime Bildenberg loro hanno fatto il lavaggio del cervello: e finché, i massoni ruberanno il nostro signoraggio bancario, per darlo a Rothschild? noi non potremo mai avere una società etica!
QUÌ È TUTTO NELLE MANI DI COLORO CHE CI HANNO RUBATO LA SOVRANITÀ MONETARIA: QUINDI NON POTREBBE MAI ESISTERE UNA DEMOCRAZIA CHE NON SIA UNA TRUFFA DI ALTO TRADIMENTO!
Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR
IL PROBLEMA NON È DATO DAI BROGLI ELETTORALI: che il NWO può fare certamente e impunemente! e neanche dal linciaggio mediatico che TRUMP ha subito da parte della società parassitaria e massonica del SPA FMI BM 666 NWO: alto tradimento Costituzionale: il Signoraggio bancario! .. il problema è che Hillary trascinerà la Russia nella guerra mondiale perché è questo che è stato deciso!
Usa, Hillary vince anche l'ultima sfida
Trump: non so se accetterò l'esito del voto. Clinton: pericoloso
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/10/20/hillary-sei-pericolo.-trump-voto-falso_3415a8f5-8251-402f-a66e-b36d1b8c72f7.html

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Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
EROGAN SCEGLIERÀ SEMPRE ALL'ULTIMO MOMENTO DI SALIRE SUL CARRO DEL VINCITORE: ecco perché LEGA ARABA e Turchia devono essere rase al suolo con armi nucleari!
Erdogan con la CIA sono gli artefici: della galassia jihadista del genocidio sunnita, di tutti gli altri popoli siriani
Erdogan, rischio un mln profughi Aleppo, Se dovesse scattare l'esodo, avverte il presidente turco
Mi piace · Rispondi · Adessohttp://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2016/10/19/erdogan-rischio-un-mln-profughi-aleppo_9d7e5df8-9b4b-43c4-a776-4ad31d14d25e.html


Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR. si, la scusa è buona, se, noi i satanisti massoni farisei: rotti di culo GENDER DARWIN IDEOLOGIA: anticristo: Regime Bildenberg alto tradimento Costituzionale signoraggio bancario, cioè, se noi siamo i "BUONI assassini stupratori di popoli" e tutti gli altri criminali più piccoli di Noi, loro sono i "CATTIVI"
Kerry, presto sistema antimissili a Seul
Incontro a Washington per risposta a minaccia nucleare Pyongyang
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2016/10/19/kerry-presto-sistema-antimissili-a-seul_94cff25e-f43e-4cf7-9872-8c57d95530ac.html
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Iglesia Perseguida ] shariah è il demonio: quindi, tutta la LEGA ARABA è sotto maledizionee! [ LorenzoJHWH Unius REI Alleluia, hallelujah Gloria Dio nostro holy JHWH in Eterno nei secoli dei secoli amen. ] IRÁN: “REGRESA A PRISIÓN MARYAM ZARGARAN”. Maryam (Nasim) Naghash Zargaran (foto), quien fue hospitalizada desde el 21 de agosto de 2016 por problemas cardíacos, se le ha negado una extensión de su licencia médica temporal y debió volver a la prisión de Evin, aseguró una fuente de derechos humanos local. Funcionarios de la oficina del fiscal informaron a su familia el fin de la licencia médica, a pesar que no se encuentra en buen estado físico ni mental para su regreso a la cárcel.
Entre otros problemas físicos, nuestra hermana en Cristo de trasfondo musulmán (CTM) padece problemas con su tracto digestivo y la columna vertebral, artritis de cuello y manos desarrollados durante su encarcelamiento, según su familia.
Zargaran realizó dos huelgas de hambre en 2016 exigiendo ser liberado basado en el artículo 58 del Nuevo Código Penal Islámico (permite que el tribunal conceda la libertad condicional anticipada a los presos condenados a menos de diez años de prisión, después que hayan estado encarcelados a un tercio de su pena).
Su caso: Maryam fue acusada de buscar una propiedad en el norte de Irán para instalar un orfanato junto con el pastor cristiano iraní-estadounidense Saeed Abedini, antes que él también fuera encarcelado por su fe en 2013. Él fue condenado a ocho años de prisión y puesto en libertad en enero último, después de un intercambio de prisioneros entre Irán y Estados Unidos.
Fuente y foto: https://www.iranhumanrights.org , del 13/9/2016.
Redacción: Iglesia Perseguida, el 26/9/2016.
Pidamos a Dios la sanidad física, mental y emocional de Maryam, que Él le conceda la fortaleza espiritual necesaria para atravesar esta prueba difícil, al igual que su familia. Que su caso sea expuesto a las autoridades internacionales para que reclamen su tratamiento médico y libertad. Hugo Rodriguez
se estara enviando cartas por esta amada hna en iran oremos por su pronta liberacion al SEÑOR 
Maritza Rodriguez, Amen estaremos orando
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Iglesia Perseguida Iran: "restituisce al carcere MARYAM ZARGARAN". Maryam (Nasim) Naghash Zargaran (foto), che è stato ricoverato in ospedale dal 21 agosto 2016 per problemi di cuore, è stato negato un prolungamento del suo congedo medico temporanea e ha dovuto tornare in prigione di Evin, ha detto una fonte dei diritti umani locale. I funzionari dell'ufficio del pubblico ministero hanno informato la sua famiglia al congedo medico, anche se non in buone condizioni fisiche o mentali per il suo ritorno in carcere.
Tra gli altri problemi fisici, la nostra sorella in Cristo musulmana (CTM) soffre di problemi con il tratto digestivo e della colonna vertebrale, l'artrite, il collo e le mani sviluppate durante la sua prigionia, secondo la sua famiglia.
Zargaran fatto due scioperi della fame nel 2016 chiedendo di essere rilasciato sulla base dell'articolo 58 del codice penale islamico Nuovo (consente al giudice di concedere parole presto per i detenuti condannati a dieci anni di carcere, dopo essere stato imprigionato un terzo della pena).
Il suo caso: Maryam è stato accusato di ricerca di un immobile nel nord dell'Iran installare un orfanotrofio insieme al pastore cristiano iraniano Saeed americano Abedini, prima che anche lui è stato imprigionato per la sua fede nel 2013. E 'stato condannato a otto anni di carcere e rilasciato lo scorso gennaio, dopo uno scambio di prigionieri tra l'Iran e gli Stati Uniti.
Fonte e foto: https://www.iranhumanrights.org , di 2016/09/13.
Editoriale: Perseguitati Chiesa, il 26/09/2016.
Chiedi a Dio per la salute fisica, mentale ed emotiva di Maryam, che Egli gli conceda la necessaria forza spirituale per superare questa prova difficile, come la sua famiglia. Che il suo caso essere esposti alle autorità internazionali per rivendicare il proprio medico e il trattamento della libertà.
Foto di Iglesia Perseguida
Foto del profilo di Hugo Rodriguez Foto del profilo di Maritza Rodriguez Foto del profilo di LorenzoJHWH Unius REI
Hugo Rodriguez
05:34 sarà l'invio di lettere da questa amata sorella in Iran pregare per la sua rapida liberazione del Signore

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Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio [ You are dhimmi in sharia law ] o lo SPIRITO SANTO è andato in pensione o qualche modernista ha fatto del male al Concilio Vaticano Secondo ( la pastorizia, che ha abbandonato le condanne dei dogmi ).. che, la natura umana piena di peccato originale è diventata buona adesso! ] Gela è una notizia che fa gelare! GELA (CALTANISSETTA), 26 SET - Dopo 577 anni il convento dei frati Agostiniani di Gela chiude per carenza delle vocazioni. La storica struttura di piazza Sant'Agostino diventerà un dormitorio per poveri legato alla Piccola casa della Misericordia. Il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, monsignore Rosario Gisana, ha garantito la continuità di tutte le attività e delle due feste legate al convento degli Agostiniani e di interesse storico-popolare: San Giuseppe e Santa Rita. I due frati, costretti a lasciare la struttura religiosa, padre Francesco Calleya e padre Giuseppe Ribaldone, oggi raggiungeranno le nuove destinazioni a Cascia e Roma. Ieri hanno celebrato l'ultima messa. Per non chiudere, la diocesi di Piazza Armerina ha accettato di prendersi cura del convento con un contratto ventennale gratuito. "Se in questo lasso di tempo arriveranno nuovi padri agostiniani - assicura don Lino Di Dio - non esiteremo a riconsegnare la storica struttura". http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/09/26/no-frati-convento-chiude-dopo-577-anni_ccb55fb1-f8be-43fb-9196-aade43ead51a.html

L’ipocrisia del PD: giornalista linciata perché porta il crocifisso, ma consigliera col velo va bene – Riscatto Nazionale
riscattonazionale.it

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“Cresce il rischio di uno scontro militare tra Russia e USA in Siria”. Ora, quando giunge al termine l'incarico del presidente degli Stati Uniti, i vari gruppi di potere a Washington fanno i propri interessi. E' estremamente difficile la cooperazione tra la Russia e gli Stati Uniti in Siria: questo parere è stato espresso in diretta su Radio Sputnik dall'analista militare Igor Korotchenko. Il cessate il fuoco in Siria, scaduto oggi, non è stato rinnovato. Mercoledì scorso i diplomatici di Russia e Stati Uniti hanno avuto dei colloqui infruttuosi a New York insieme agli altri membri del gruppo internazionale di sostegno per la Siria. Il segretario di Stato americano John Kerry ha chiarito che il fallimento dei negoziati è legato all'impossibilità di una tregua in contemporanea all'offensiva dell'esercito siriano ad Aleppo. Negli Stati Uniti sono convinti che i militari siriani attacchino non solo luoghi i terroristi, ma anche i gruppi della cosiddetta opposizione moderata. Allo stesso tempo il Pentagono si rifiuta di condividere con la Russia le informazioni sulle aree di dislocamento delle unità armate dell'opposizione. Gli accordi tra il Dipartimento di Stato americano ed il ministero degli Esteri russo relativi al cessate il fuoco in Siria sono stati a rischio sin dal loro raggiungimento. Una delle minacce deriva dalle divergenze tra i vari dipartimenti dell'amministrazione americana a Washington, ritiene l'esperto militare e direttore della rivista "Difesa Nazionale" Igor Korotchenko. "C'è la posizione del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e c'è la posizione dei gruppi di interesse che non sono interessati agli accordi. In particolare le agenzie di intelligence degli Stati Uniti e soprattutto il Pentagono. Serve capire che Barack Obama se ne va e in un contesto in cui gli rimangono pochi mesi alla Casa Bianca, nell'establishment americano si attivano i vari gruppi di potere. I diplomatici chiudono formalmente alcuni accordi, ma la loro attuazione non grava sulle spalle del Dipartimento di Stato, ma su quelle del Pentagono. Il segretario alla Difesa Ashton Carter ha esplicitamente dichiarato di non voler nessun contatto e accordo con la Russia. Pertanto in questo caso c'è una situazione in cui il presidente se ne sta andando via ed i vari gruppi di potere nell'amministrazione americana degli Stati Uniti fanno i propri interessi," — ha detto Igor Korotchenko su Radio Sputnik. La situazione è aggravata dal fatto che gli obiettivi strategici degli Stati Uniti in Siria sono rimasti invariati, afferma convinto l'esperto militare. "Gli Stati Uniti cercano attivamente di "schiacciare" la Russia in Siria. Per questo osserviamo da parte loro una dura linea antirussa. Inoltre gli americani stanno inviando i loro aerei spia per monitorare la base aerea russa di Hmeymim. Girano costantemente attorno alla base i droni da ricognizione americani. Dopo useranno i droni d'attacco per effettuare provocazioni, scaricando poi la responsabilità sulla Russia. Detto in altri termini, si tratta di un'escalation deliberata verso la guerra. Oggi siamo in una situazione delicata dal punto di vista politico e militare, perchè il rischio di uno scontro accidentale tra le forze della coalizione degli Stati Uniti e la Russia è in crescita. Inoltre può verificarsi in uno scenario assolutamente imprevedibile. Perché gli Stati Uniti agiscono provocatoriamente, violando palesemente la sovranità della Siria. Si trovano diverse unità delle forze speciali statunitensi sparse nel territorio siriano. Arrivano generali di alto rango. Dal punto di vista del diritto internazionale tutto questo non si chiama semplicemente ingerenza, ma aggressione", — ritiene Igor Korotchenko. https://it.sputniknews.com/mondo/20160926/3407112/guerra-geopolitica-Medioriente-Obama-Pentagono-lobby.html


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…salvataggi
Pubblicato in Attualità    il ‍‍13 ottobre 2016 - 1 טבת 5776

Ai margini del dibattito sulle espressioni usate nel 1946 dal Cardinale di Torino Monsignor Maurilio Fossati nei confronti dei profughi ebrei sopravvissuti alla Shoah, vorrei aggiungere un’osservazione che aiuta a chiarire la personalità e l’opera dell’illustre porporato. Dopo l’8 settembre 1943, la Curia di Torino ma in particolare Don Vincenzo Barale, che era il segretario del Cardinale Fossati, si adoperarono per dare rifugio a numerose famiglie ebraiche che in Piemonte erano in cerca di aiuto. Don Barale riuscì prima a ospitare brevemente in arcivescovado e poi a trovare diverse famiglie disposte a ospitare a Torino e in altre località della regione degli ebrei locali perseguitati, i bimbi dell’orfanotrofio ebraico, oltre a un certo numero di ebrei stranieri – talora a pagamento, talora gratuitamente. Per queste sue azioni coraggiose, il 15 agosto 1944 Don Barale fu arrestato e internato nel carcere di Torino da cui fu successivamente liberato.
Nella sua opere capillare di salvataggio Don Barale ebbe l’appoggio del suo superiore, anche se in ogni occasione agì da solo cercando anche con successo di mobilitare altri prelati nella sua missione. Interessante in proposito la testimonianza del libro di Giuseppe Tuninetti, Giuseppe Pollarolo: un prete di frontiera (1907-1987), pubblicato da Rubbettino nel 2004, in cui si narrano le vicende di un altro prelato torinese. Don Barale aveva pregato di accogliere e nascondere un gruppo di ebrei presso il noviziato delle suore carmelitane di Val S. Martino a Torino, e Don Pollarolo era servito da intermediario. Le famiglie arrivarono fra la metà di dicembre del 1943 e i primi giorni di agosto del 1944. “Nel frattempo – secondo la memoria raccolta da Tuninetti – essendo infierita la persecuzione contro gli ebrei ed avendo nella casa parecchi locali vuoti, Mons. Barale, Segretario dell’Ecc.mo Cardinale, ci pregò di offrire segreta ospitalità ad alcuni di essi”. Anche Don Pollarolo fu arrestato e tenuto in carcere dal giugno al luglio del 1944. Con la sua liberazione, veniva deciso il trasferimento dal convento, dov’era situata, ad altra sede dell’Opera Nazionale di Assistenza Religiosa e Morale degli Operai (ONARMO). “Rimaneva l’ostacolo dei signori Ebrei: licenziarli in momenti politicamente tanto difficili sembrava atto inumano, tenerli ancora diveniva per noi una difficoltà grave perché la loro permanenza ci impediva di mettere la casa in condizione di ricevere il noviziato. Ma quando meno ce l’aspettavamo il Signore venne in nostro aiuto. Il 15 agosto Mons. Barale veniva arrestato proprio per motivo degli Ebrei e S. E. il Cardinale ci ordinò di licenziare immediatamente quelli che noi tenevamo”.
Nel 2014, Don Vincenzo Barale è stato riconosciuto come Giusto delle Nazioni dall’apposita commissione di Yad Vashem. Per quanto riguarda il Cardinale Fossati, invece, non sono stati individuati gli elementi necessari per una tale raccomandazione.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(13 ottobre 2016)

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Mistero Buffone: camerata Dario Fo, giullare del Pentagono
by sitoaurora

Alessandro Lattanzio, 13/10/2016

Fo Dario, attore: Militò nella R.S.I. fu volontario nella RSI nel battaglione “A. Mazzarini” della GNR e partecipò, assieme ad Enrico Maria Salerno, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 1944. Lo storico Gremmo ha ripescato un documento fotografico: Dario Fo con l'uniforme fascista da repubblicano sociale, nonché un disegno dello stesso Fo in cui il Nobel ritraeva le "anime" dei partigiani uccisi.rsi_dario_fo“E' certo che Dario Fo ha vestito la divisa del paracadutista repubblichino nelle file del Battaglione Azzurro di Tradate. Lo ha riconosciuto lui stesso, e non poteva non farlo, trattandosi di circostanza confortata da numerosi riscontri probatori documentali e testimoniali, anche se ha cercato di edulcorare il suo arruolamento volontario sostenendo di avere svolto la parte dell'infiltrato pronto al doppio gioco. Ma le sue riserve mentali lasciano il tempo che trovano... Non è certo, o meglio è discutibile, ma la milizia repubblichina di Fo in un battaglione che di sicuro ha effettuato qualche rastrellamento, lo rende in certo qual modo moralmente corresponsabile”.
Sentenza del tribunale di Varese, il 15 febbraio 1979

imm1 Nel 1975, Giancarlo Vigorelli, de Il Giorno, scrisse: “Anche Fo sa di avere in pancia l'incubo dei suoi trascorsi fascisti”. Nello stesso anno, il deputato democristiano Michele Zolla presentò un'interrogazione al ministro della Difesa per sapere se ciò fosse vero. Nel 1977 Fo querelò per diffamazione Gianni Cerutti per aver pubblicato su Il Nord un articolo di Angelo Fornara, in cui si leggeva che: “A Fo non conviene ritornare a Romagnano Sesia dove qualcuno lo potrebbe riconoscere: rastrellatore, repubblichino, intruppato nel battaglione Mazzarini della Guardia Nazionale della Repubblica di Salò”. Nel processo del febbraio 1978, messo dinanzi a una foto che lo ritraeva con la divisa della RSI, Dario Fo si giustificò raccontando che nel 1944 collaborava con il padre, esponente della Resistenza nel Varesotto. Preso tre volte dai tedeschi, e sempre scappato, si arruolò volontario nei paracadutisti della RSI, a Tradate, d'accordo con i partigiani. Fo affermò di voler aderire alla formazione partigiana di Giacinto Domenico Lazzarini, attiva presso il lago Maggiore. Nel marzo 1979, il giornalista Luciano Garibaldi su Gente pubblicò la foto di Dario Fo in divisa da parà repubblichino e le testimonianze di una decina di suoi camerati, tra cui i parà Caporal-Maggiore Landuccio Landucci, Achille Boidi, Mario Gobetti, Caporal-Maggiore Giovanni Villa, e il Sergente Maggiore Carlo Maria Milani, secondo cui Dario Fo partecipò al rastrellamento della Val Cannobina, nella liquidazione della repubblica partigiana dell'Ossola. Infatti, Milani dichiarò: “L’allievo paracadutista Dario Fo era con me durante un rastrellamento nella Val Cannobbia per la conquista dell'Ossola, il suo compito era di armiere portabombe”. Nell'articolo, l'ex-comandante partigiano Giacinto Domenico Lazzarini affermava: “Le dichiarazioni di Dario Fo destano in me non poca meraviglia. Dice che la casa di suo padre era a Porto Valtravaglia, era un "centro" di resistenza. Strano. Avrei dovuto per lo meno saperlo. Poi dice che "era d'accordo con Albertoli" per raggiungere la mia formazione. Io avevo in formazione due Albertoli, due cugini, Giampiero e Giacomo. Caddero entrambi eroicamente alla Gera di Voldomino e alla loro memoria è stata concessa la medaglia di bronzo al valor militare. Forse Fo potrà spiegare come faceva ad essere d'accordo con uno dei due Albertoli di lasciare Tradate nel gennaio 1945, quando erano entrambi caduti quattro mesi prima. Senza dire, poi, che i cugini Albertoli erano tra i più vicini a me e mai nessuno dei due mi parlò di un Dario Fo che nutriva l'intento di unirsi alla nostra formazione... Se Dario Fo si arruolò nei paracadutisti repubblichini per consiglio di un capo partigiano, perché non lo ha detto subito, all'indomani della Liberazione? Sarebbe stato un titolo d'onore, per lui. Perché mai tenere celato per tanti anni un episodio che va a suo merito?”. Subito dopo, a Repubblica Fo disse: “Io repubblichino? Non l'ho mai negato. Sono nato nel '26. Nel '43 avevo 17 anni. Fino a quando ho potuto ho fatto il renitente. Poi è arrivato il bando di morte. O mi presentavo o fuggivo in Svizzera. Mi sono arruolato volontario per non destare sospetti sull'attività antifascista di mio padre, quindi d'accordo con i partigiani amici di mio padre”. Milani e Lazzarini testimoniarono al processo di Varese contro Fo, che li denunciò per falsa testimonianza.
Il 15 febbraio 1979, il tribunale assolse il direttore de Il Nord, scrivendo: “E' certo che Fo ha vestito la divisa del paracadutista repubblichino nelle file del Battaglione Azzurro di Tradate. Lo ha riconosciuto lui stesso, e non poteva non farlo, trattandosi di circostanza confortata da numerosi riscontri probatori documentali e testimoniali, anche se ha cercato di edulcorare il suo arruolamento volontario sostenendo di avere svolto la parte dell'infiltrato pronto al doppio gioco. Ma le sue riserve mentali lasciano il tempo che trovano. (…) Deve ritenersi accertato che delle formazioni fasciste impegnate nell’operazione in Val Cannobina facessero sicuramente parte anche i paracadutisti del Battaglione Azzurro di Tradate. (…) Non è altrettanto certo, o meglio è discutibile, che vi sia stato impiegato Dario Fo. Ma (…) la milizia repubblichina di Fo in un battaglione che di sicuro ha effettuato qualche rastrellamento, lo rende in certo qual modo moralmente corresponsabile di tutte le attività e di ogni scelta operata da quella scuola nella quale egli, per libera elezione, aveva deciso di entrare. E' legittima dunque per Dario Fo non solo la definizione di repubblichino, ma anche quella di rastrellatore”. Milani fu assolto dall'accusa di falsa testimonianza nel 1980 perché “il fatto non sussiste”. Fo dichiarò poi nel 2000 al Corriere della Sera: “Aderii alla RSI per ragioni più pratiche: cercare di imboscarmi, portare a casa la pelle. Ho scelto l’artiglieria contraerea di Varese perché tanto non aveva cannoni ed era facile prevedere che gli arruolati sarebbero presto stati rimandati a casa. Quando capii che invece rischiavo di essere spedito in Germania a sostituire gli artiglieri tedeschi massacrati dalle bombe, trovai un’altra scappatoia. Mi arruolai nella scuola paracadutisti di Tradate. Poi tornai nelle mie valli, cercai di unirmi a qualche gruppo di partigiani, ma non ne era rimasto nessuno”.imm2"Se non c’era la Francia che partiva in quarta, ci sarebbe stata una strage e staremmo qui a piangere anche sulle nostre responsabilità”
Dario Fo sulla Libia, marzo 2011

Il 24 marzo 2011, all'Unità Dario Fo concesse un'intervista dove disse: “Che si fa con la Libia? 'Discorso terribile, difficile maneggiare senza ferirsi. Ma se non c'era la Francia che partiva in quarta, c'era una strage e staremmo qui a piangere anche sulle nostre responsabilità. Dovevamo accettare il massacro? Magari con la scusa che i luoghi in cui intervenire per difendere la libertà sarebbero troppi e quindi meglio niente? Meglio fermi e sottoterra? Non credo, io sto con l'ONU. Certo, bisognava intervenire prima, dare forza e valore alle parole, alla trattativa e ancora questa è la strada da battere ma...Ora ci vorrebbe un controllo meticoloso delle operazioni, una lucidità che tuttavia la guerra, o il potere, nega sempre. Poi penso a Berlusconi, ai suoi amici. È un collezionista di figli di puttana, appena ne vede uno gli corre incontro e gli bacerebbe anche i piedi, non solo l'anello, è fatto così”.

12993527Il repubblichino Dario Fo aveva sviluppato un naturale, per lui, acuto odio verso le realtà antimperialiste, probabilmente alimentate dal premio Nobel, una gratifica che l'imperialismo concede ai suoi sicari più talentuosi. Già nel dicembre 2007, il buffone nobelizzato attaccò il Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, il leader libico Muammar Gheddafi e il presidente sudanese Umar al-Bashir, in perfetto coordinamento con le aggressioni militar-diplomatiche di cui erano, e saranno oggetto, da parte della NATO e degli Stati Uniti d'America, con una lettera aperta sottoscritta tra gli altri da Dario Fo, Franca Rame e dal camerata Guenter Grass (altro intellettuale di sinistra, dai trascorsi militari nell'Asse), con cui si accusavano i leader europei di "codardia politica" per "non avere il coraggio" di affrontare la questione della guerra civile in Sudan e la situazione nello Zimbabwe. Ovvero, per non dedicarsi appieno al rovesciamento, armato o colorato, di presidenti e realtà politiche che si opponevano all'imperialismo e al colonialismo in Africa.
E non si creda che sulla Siria si sia rinsavito, anzi, ancora nel 2014, quando tutti sapevano chi fossero i 'rivoluzionari' siriani, invitava a rovesciare il governo di Damasco e a sostenere i terroristi islamisti finanziati dagli stessi che gli procurarono il premio Nobel. “Il premio nobel italiano per la letteratura Dario Fo, il vescovo di Mazara del Vallo Monsignor Domenico Mogavero, lo scrittore Paolo Rumiz, il cantautore Francesco Guccini, l'islamologo Paolo Branca della Cattolica di Milano, Antoine Courban dell'università gesuita di Beirut e Fra Claudio Monge, teologo delle religioni ad Istanbul, sono alcuni dei firmatari di un appello di solidarietà con "numerosissimi siriani... scesi in piazza nel 2011 domandando libertà, dignità e pari opportunità e per questo massacrati dal regime", un appello promosso da Shady Hamadi e dall'associazione Articolo21 che denunciava il "silenzio assordante dell'Occidente nei primi dodici mesi della rivoluzione siriana, quando le milizie fondamentaliste non avevano ancora fatto irruzione, salvifiche per il regime, dall'estero"... con una parentesi sul complottismo che piace alla propaganda della NATO, “sappiamo anche che le passate complicità e connivenze del regime siriano con il qaedismo iracheno hanno creato quel torbido intreccio di opposti estremismi indispensabili a salvare il regime, alimentando e foraggiando una rivoluzione controrivoluzionaria". L'appello chiedeva che il Presidente Bashar al-Assad "venga processato per crimini di guerra e contro l'umanità".
Dario Fo, giullare dello Zio Sam in buona compagnia, aveva vinto il premio Nobel, e ora doveva dimostrare di esserselo meritato.

L'imperialismo sa fabbricarsi gli 'oppositori'

L'imperialismo sa fabbricarsi gli 'oppositori'

Riferimenti:
Alleanza Nazionale
Camaleonti
Corriere della Sera
Il Graffio
sitoaurora | ottobre 13, 2016 alle 14:28 | Etichette: Africa, agente d'influenza, agenti, agenti d'influenza, Al-Qaeda, al-Qaida, Arabia Saudita, Asia del sud-ovest, atlantismo, Bashar al-Assad, Benghazi, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco BAO, Central Intelligence Agency, circo mediatico, colonialismo, complesso mediatico-disinformativo, disinformazione, egemonia, egemonismo, Europa, Francia, freedom fighters, Gladio, globalismo, globalizzazione, governo occulto, guerra asimmetrica, guerra coloniale, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di propaganda, guerra mediatica, guerra per procura, guerra psicologica, Imperialismo, infiltrazione, infiltrazioni, integralismo, integralisti, intelligence, invasione, invasioni, islamismo, islamisti, islamo-atlantismo, islamo-imperialismo, Libia, Londra, mass media, mass media aziendali, mass media ufficialisti, Medio oriente, medioriente, Mediterraneo, mercenari, mondialismo, mondializzazione, Mossad, Muammar Gheddafi, NATO, neo-colonialismo, neocolonialismo, neocon, neoconservatori, neoimperialismo, North Atlantic Treaty Organization, operazioni psicologiche, organizzazioni terroristiche, Pentagono, petromonarchie, Propaganda, psico-guerra, psy-op, psy-ops, psy-war, psyop, psyops, psywar, Qatar, rivoluzione colorata, sabotaggi, sabotaggio, sabotatori, servizi di sicurezza, settarismo, sfera d'influenza, sinistra imperialista, Siria, social-colonialismo, socialcolonialismo, socialimperialismo, sovversione, sovversivismo, spionaggio, Stati Uniti, strategia, sub-imperialismo, terrorismo, terrorismo di Stato, terroristi, USA, vicino oriente, Washington Consensus, Washington DC | Categorie: Covert Operation, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-6DH   
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Hola, lorenzo: Se suspende la vigilia por la libertad de Asia Bibi.
El juicio ha sido aplazado esta mañana porque uno de los jueces se ha inhibido. Aquí tienes más información: Aplazada la vista sobre Asia Bibi tras la inhibición de uno de los jueces de la causa.
Convocaremos de nuevo otra vigilia cuando se conozca la fecha del nuevo juicio, te enviaré el enlace para poder seguirla en directo y te seguiremos informando de todas las novedades.
¡Muchas gracias!
¿Cuento contigo?
Participa online:
Si no eres creyente, por favor, conéctate para defender los derechos de esta madre de familia que lleva 6 años en el corredor de la muerte, condenada por beber agua del mismo pozo que los musulmanes.
Si eres creyente, por favor, únete a la oración por Asia Bibi.
Puedes hacerlo de modo online:
Jueves, 13 de octubre.
    19.00h -20.00h.
    Sigue la vigilia en tiempo real a través de este enlace: https://www.youtube.com/watch?v=I8OD_sEGIEU
¡Muchas gracias!
Miguel Vidal y todo el equipo de MasLibres.org
Hola, lorenzo:
Este jueves, 13 de octubre, comienza el juicio definitivo de Asia Bibi. De su resolución dependerá que sea declarada inocente, la dejen en libertad y salve la vida o que ratifiquen su condena y la ahorquen.
Quienes estamos preocupados por Asia Bibi y llevamos años peleando por su libertad nos vamos a reunir en una vigilia el mismo día del juicio frente a la Embajada de Pakistán. Tal vez quieras participar.
Si quieres participar en esta vigilia por Asia Bibi pero no puedes hacerlo físicamente, únete a distancia. Estos son los datos:
Jueves, día 13.
Desde las 19.00h. a las 20:00h.
Sigue la vigilia en directo en este enlace: https://www.youtube.com/watch?v=I8OD_sEGIEU
Tu apoyo es muy importante, espero poder contar contigo.
Gracias.
Miguel Vidal y todo el equipo de Maslibres.org

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Hola, lorenzo. "¿Mi hermana ha estado a punto de morir y nadie es responsable?"
Es la pregunta que se hacía Melissa, la hermana de la niña de 8 años víctima de una salvaje agresión en un colegio de Palma de Mallorca, en la carta que nos envió el martes y en la que nos pedía ayuda para que la administración educativa actuase (tienes la carta completa más abajo).
Pero la respuesta del consejero de Educación anteayer, poniendo públicamente en duda su versión de los hechos y minimizando el problema, ha indignado profundamente a Melissa y a su familia. Sigamos presionando, por favor.
1. Si no lo has hecho ya, lee la carta de Melissa (más abajo puedes encontrarla) y respalda su petición: que el consejero de Educación balear destituya a la directora del colegio y que a sus dos hermanas, la agredida y otra que también ha sido objeto de humillaciones, les asignen otro centro.
http://www.hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
2. Si ya has apoyado a Melissa y a su hermana firmando esta alerta, por favor, compártela, difúndela entre tus familiares, tus amigos, reenvíala a tus contactos, y consigue que más personas la firmen:
http://www.hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina?m=5
Casi 30.000 personas han apoyado la petición de esta humilde familia de Palma de Mallorca, cuya hija acabó con desprendimiento de riñón y hematomas por todo el cuerpo.
Lo que pide Melissa, lo que pide la familia de esta menor, no es ningún despropósito. ¿Qué familia no exigiría responsabilidades y evitaría que sus hijos volvieran al lugar donde fueron agredidos?
Sorprende, sin embargo, que un consejero que tardó 6 días en condenar los hechos haga ahora unas declaraciones relativizando la agresión y poniendo en duda a la familia. Y sorprende la actitud de la directora, que trató de ocultar lo sucedido y pidió a la familia tapar a los maestros para “rebajar la tensión”.
Por eso te pido, si no lo has hecho ya, que apoyes la petición de la familia de la niña de 8 años brutalmente agredida en el colegio Anselm Turmeda de Palma. Firma en este enlace.
¡Muchas gracias por tu ayuda! Ignacio Arsuaga y todo el equipo de HazteOir.org
Hola, lorenzo:
A mi hermana de 8 años casi la matan de una paliza en el colegio Anselm Turmeda de Palma, seguro que te has enterado de su caso por los medios de comunicación.
Nina_paliza.jpg
Solo porque les cogió una pelota, doce niños la emprendieron a puñetazos y patadas contra ella, ¡contra una niña de 8 años! Y no había profesores, nadie del centro para ayudarla. Solamente un chico de su clase y mi otra hermana, que va al mismo colegio, intentaron detener a los agresores arriesgándose a recibir otra paliza.
Acabo de salir del hospital de ver a mi hermana. Tiene desprendimiento de riñón, una fisura de costillas, contusiones por la cabeza, hematomas por todas partes. Pero sobre todo tiene miedo.
Me ha dicho llorando: “Melissa, no quiero volver a ese colegio”. Y por eso te escribo, para pedirte ayuda.
Por favor, te ruego que me ayudes a pedir al consejero de Educación balear la destitución de la directora del colegio y que a mis dos hermanas le asignen otro centro.
http://hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
Avisamos en el colegio de que esto podía pasar, pero no nos hicieron caso. No era la primera vez que se reían de mis hermanas y las insultaban, sobre todo de la mayor. Pero al final ha resultado ser la pequeña la que se ha llevado la peor parte.
Todo ocurrió cuando sonó el timbre del recreo y mi hermana cogió el balón con el que jugaba esta pandilla.
Este fue el desencadenante de la agresión. Uno de los agresores, el cabecilla (sabemos perfectamente quién es) le propinó una patada por la espalda que la tumbó en el suelo y la inmovilizó. Sus colegas comenzaron entonces a darle porrazos y patadas, a insultarla y humillarla con una violencia que, por más que quiera, no puedo entender en niños de entre 12 y 14 años.
Tampoco me cabe en la cabeza que no interviniera ningún profesor, que no hubiera vigilancia. ¿Mi hermana ha estado a punto de morir y nadie es responsable?
Por favor, secunda mi petición al consejero de Educación de Baleares de que destituyan a la directora del colegio y que asignen a mis dos hermanas otro colegio donde puedan estudiar sin ser amenazadas ni agredidas nunca más. http://hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
Te ruego que me ayudes a depurar responsabilidades y a que mis dos hermanas salgan de ese colegio cuanto antes.
¡Muchas gracias por tu ayuda y comprensión!
Melissa Suero

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+PERSECUTED CHURCH ma scrivi perché devi lasciare traccia? drinkYpoisonJHWHwins 08:49 ANSWER [ ( ni: si e no! ) scrivo soltanto per renderli colpevoli e per gettarli tutti nell'abisso dell'inferno, perché senza conoscenza non c'è peccato! IO LI RENDO PECCATORI, quindi! SE io non fossi un boia? lol. funny, io non potrei trovare dei servi anche nell'inferno! .. perché quelli (le bestie di Satana: Farisei e Salafiti) si sottomettono soltanto per la legge del terrore! QUESTO è GIUSTO PER SCRIVERE QUALCOSA DI EDIFICANTE, come tu mi hai chiesto, a BENEFICIO di tua MADRE!
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I sauditi e i missili balistici
by sitoaurora

Analisis Militares13940423000871_photoiC'era una volta un Paese ideale chiamato Saudilandia, dove i valori democratici brillavano così tanto che fu attaccato dai malvagi yemeniti, lanciando missili sul suo territorio provocando terrore. Ma la fata turchina statunitense gli diede lo scudo antimissile magico distruggendoli tutti, ponendo fine al problema e vivendo felici e contenti.. qualcosa di simile a una favola. Il problema è che le favole restano favole.
Nel mondo reale Ryad da un paio di mesi annuncia di distruggere tutti i missili balistici lanciati dagli yemeniti, e questo nonostante le notizie sugli attacchi alle basi militari che hanno causato delle stragi. Il fatto è che i sauditi continuano, anche se vengono smentiti, in quanto non solo è stato filmato l'impatto di un missile su una base militare saudita, ma vi sono video apparsi nel mondo che riprendono la catena di esplosioni, presso l'impianto, che avrà causato enormi devastazioni, a giudicare dalle immagini. Affermano di aver abbattuto 2 missili dallo Yemen: L'Arabia Saudita dice che ha intercettato 2 missili lanciati dallo Yemen. Ma questo è ciò che i contadini hanno ripreso a Ta'if:



Assieme alla catena di esplosioni presso la base militare di Taif...



Perciò, i sauditi hanno intercettato i 2 missili yemeniti, qualcuno ne dubita? E vissero felici e contenti.1682313_-_main

Il presunto abbattimento di uno Scud yemenita in Arabia Saudita
Analisis Militares  8 giugno 2015

13940316000414_photoiNon se si sa, ma l'Arabia Arabia ha dichiarato di aver intercettato un missile Scud con 2 missili Patriot. La versione saudita sostiene che un missile balistico Scud è stato lanciato da qualche parte dallo Yemen, probabilmente dalla zona di Sada, contro la zona di Qamys al-Mushayt in Arabia Saudita, a circa 200 km di distanza, e che sia stato intercettato da 2 missili del sistema di difesa aerea Patriot del Paese. La versione dell'altra parte dice che 3 missili balistici Scud sono stati lanciati contro la base aerea di Qamis al-Mushayt colpendola e causando panico tra la popolazione che fuggiva dalla zona. Vi è una grande differenza tra le due versioni. Naturalmente, entrambe affermano che vi sia stato l'attacco degli Scud nella zona quel giorno. Naturalmente, la propaganda fa la sua parte... da entrambe le parti:
- i sauditi presentano un quadro d'invulnerabilità contro tali attacchi affermando che il missile era stato intercettato, al 100%.
- gli yemeniti presentano un quadro di vulnerabilità del territorio saudita sostenendo che furono lanciati 3 missili Scud e, utilizzando i dati sauditi, uno veniva intercettato prima dell'impatto, e gli altri due facevano centro. Sarebbe il 33,33%.
Non vi è alcun modo di confermare l'una o l'altra versione, sono perfettamente credibili. Ciò che possiamo fare è paragonarle alle percentuali di missili Scud abbattuti dalle batterie Patriot nel 1991:
- Nel 1991, l'Iraq lanciò 87 missili Scud e ne furono intercettati 29. Una percentuale di circa 33,33%
Nel caso citato, i sauditi affermarono di aver abbattuto il solo missile lanciato. Il 100%. Nella versione yemenita sarebbe stato abbattuto uno dei tre lanciati, il 33,33%. È interessante notare che la versione yemenita espone la stessa percentuale avutasi nella Guerra del Golfo... ciascuno tragga le proprie conclusioni o dia credito alla versione che ritiene opportuna. Questa è tutta l'informazione disponibile.1409048088015_wps_1_saudi_arabia_khamis_musha

L'Arabia Saudita arruola terroristi in Siria per la guerra allo Yemen
FNA

ciru8d4uwaa3dhgI media libanesi riferiscono che Riad arruola terroristi in Siria per respingere gli attacchi dell'esercito yemenita e di Ansarullah. Secondo il quotidiano al-Aqbar, l'agenzia di spionaggio saudita ha iniziato ad arruolare gruppi terroristici operanti nella Siria meridionale, dopo le ultime avanzate dell'esercito yemenita nelle zone confinanti delle province di Jizan, Najran e Asir. Fonti della sicurezza in Siria meridonale affermano al quotidiano libanese che l'agenzia di spionaggio saudita arruola 3000-4000 terroristi nella regione per trasferirli ai confini sauditi-yemeniti per combattere le forze di Abdullah Salah e di Ansarullah, aggiungendo che Giordania ed Arabia Saudita hanno ripreso ad addestrare i terroristi di stanza nella Siria del sud, da fine agosto, presso le basi militari nel nord della Giordania, e nelle basi saudite delle regioni di Arar e Hafr al-Batan, nel nord-est dell'Arabia Saudita, secondo le fonti.
I rapporti indicano che le truppe della Guardia nazionale saudita sono arrivate nella provincia di Najran per controllare i confini del regno contro le rappresaglie dello Yemen, dopo che Riyadh ha ucciso centinaia di civili negli attacchi aerei su Sana di due giorni prima. Il notiziario al-Aqbariah dell'Arabia Saudita trasmetteva video di attrezzature militari inviate nel Najran, e riferiva che nuove unità della Guardia nazionale sauditaerano arrivate nella provincia. "Tali forze dotate di armi avanzate sono state inviate a sostenere le guardie di frontiera saudite", aggiungeva.
Notizie dalla capitale dello Yemen affermano che oltre 900 persone furono uccise o ferite nei massicci attacchi aerei della coalizione saudita. Gli attacchi aerei miravani a un edificio in cui le persone rendevano l'ultimo omaggio al padre del ministro degli Interni yemenita Jalal al-Ruyshan, capodello staff dell'ex-presidente Ali Abdullah Salah. Un secondo attacco colpiva lo stesso punto in cui la gente si era precipitata a soccorrere i feriti del primo attacco aereo. Inoltre, gli aerei da guerra sauditi effettuavano massicce incursioni aeree contro la casa dello sceicco Abu Shwarab,provocando decine di vittime civili, riunitesi per una cerimonia presso la residenza.
L'Arabia Saudita aggredisce lo Yemen dal marzo 2015 per rimettere al potere il fuggiasco presidente Mansur Hadi, alleato di Riyadh. L'aggressione saudita ha finora ucciso almeno 11300 yemeniti, tra cui centinaia di donne e bambini. Nonostante le dichiarazioni di Riyadh di bombardare posizioni dei combattenti di Ansarullah, i bombardieri sauditi colpiscono aree residenziali e infrastrutture civili. Secondo diversi rapporti, la campagna aerea saudita contro lo Yemen spinge il Paese impoverito verso il disastro umanitario.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | ottobre 12, 2016 alle 12:05 | Etichette: Aden, Africa, Al-Qaeda, Ansarullah, anti-egemonismo, anticolonialismo, antimperialismo, Arabia Saudita, Asia del sud-ovest, atlantismo, Bab al-Mandab, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco BAO, CCG, CIA, colonialismo, comunicazioni, consiglio degli stati del golfo, controterrorismo, Corno d'Africa, covert operation, Covert Operations, diplomazia, Emirati arabi uniti, Eritrea, esercito yemenita, Etiopia, Flotta militare, forze armate yemenite, fratellanza mussulmana, fratellanza musulmana, Fratelli mussulmani, Fratelli musulmani, GCC, geo-influenza, Geoeconomia, geoinfluenza, Geopolitica, Geostrategia, guerra a bassa intensità, guerra asimmetrica, guerra coloniale, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di 4.ta generazione, guerra economica, guerra finanziaria, guerra per procura, Hadramaut, Imperialismo, infrastrutture, intelligence, invasione, invasioni, invasori, islamo-atlantismo, islamo-imperialismo, legione islamista, Mar Rosso, Medio oriente, medioriente, mercato regionale, mercenari, missioni segrete, NATO, navi da guerra, neo-colonialismo, neocolonialismo, neocon, neoconservatori, neoimperialismo, Nuovo ordine mondiale, Oceano indiano, oleodotto, operazioni belliche, operazioni coperte, operazioni psicologiche, operazioni speciali, penisola araba, politica della sicurezza, politica internazionale, politica occulta, politica regionale, Qatar, relazioni estere, relazioni internazionali, sabotatori, Sana, sauditi, servizi segreti, sfera d'influenza, somaliland, sovranismo, sovranità, spionaggio, Stati Uniti, strategia, Stretto di Hormuz, talassocrazia, terrorismo, terroristi, USA, vicino oriente, Yemen | Categorie: Covert Operation, Difesa, Geopolitica | URL: http://wp.me/p1qi5U-6De   
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OVERCOME EVIL WITH GOOD

Colleague Ron Boyd-MacMillan shares part two of his experience in China:

The Chinese house church pastor put it this way, “Confront the defining evil in your area or your society – that will bring persecution. For us, the evil is obvious; for you, it may be more subtle.” You won’t necessarily be persecuted if you speak out against evil. You won’t necessarily be persecuted if you write an article about the evil. You won’t necessarily be persecuted if you organise a prayer meeting to pray against it. But you will be persecuted if you become a threat to the evil.

One pastor went back to his church in an inner city area of London. He asked the question, what’s the defining evil of this area? He became convicted that the youth gangs were the defining evil in the area, especially as they were going on killing sprees and starting to become drug pushers.

He began prayer meetings, and outreaches to the gangs. He even became a chaplain to a particularly violent gang. After a while, he saw fruit, but he also got a visit from a local gun runner, "Leave the kids alone, or else” he said, “You’re bad for business.”

One night, six months later, a bullet came through the window as the church baptised five converted gang leaders. The reaction of the pastor could have come from the mouth of the Chinese house church leader. He said, “It was a beautiful bullet…because now we knew we were making a difference.”

That pastor had joined the persecuted Church, and led his congregation into a greater awareness of the worldwide persecuted Church. They wanted to know about their brothers and sisters in Eritrea, China, North Korea and Iran not just because the Christians there needed their prayers and their money, but because they were one in the same battle. Christians in the West
need the insights and prayers of suffering Christians around the world to fight their own battles better.

The other pastor returned to his church in a very upscale, business district. After praying with his elders, they came up with the defining evil or idol of the area, which they called “The Lie — get rich; be free.” This was the besetting idol, they felt, and began to model a downsizing lifestyle in the community that reversed consumerist expectations.

The pastor confesses, “I’m facing almost weekly votes of confidence from my elders because they don’t think I am teaching people enough about how to be successful.” But he also says, “I feel so much better, because I’m not such a hypocrite in the pulpit anymore.”

RESPONSE:

Today I will respond to the defining evil around me and overcome it with good.

PRAYER:

Lord, I need Your power and strength to effectively overcome the evil I experience. Help me stand strong in my opposition to the evil one.
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L’industria automobilistica della Corea Democratica
by sitoaurora

Passione e Tecnica al servizio del popolo
Luca Baldellimail-11Chi osserva la Corea democratica oggi, con sguardo disincantato e obiettivo, vede un Paese resuscitato economicamente dopo i durissimi anni ’90, segnati da inondazioni e siccità a catena che misero in gravi difficoltà una terra caratterizzata dal prevalere dei rilievi montuosi, stretta e in molti punti sovrappopolata, oltre che sottoposta ad embargo dagli strozzini del capitalismo mondiale. Solo la salda guida del Partito Comunista e la più ampia partecipazione popolare, fondata sugli istituti dell’autogoverno, ha consentito al Paese di risorgere a nuova vita, archiviando difficoltà alimentari e fenomeni di penuria indubbiamente presenti, anche se oscenamente ingigantiti dalla propaganda capitalista e da quella egualmente interessata e mendace di alcune ONG. Oggi la Corea democratica, con tutti i suoi problemi, che nessuno nega e che anzi il Governo mostra senza censure, proprio per mettere chiarire i punti di partenza nella grande opera di risanamento intrapresa, è un Paese proiettato verso i più alti traguardi di progresso, benessere e stabilità. L’imperialismo non a caso ha messo e mette costantemente questo Paese nel mirino.
Pianeta nordcoreano: si dovrebbe utilizzare questa espressione, tali e tante sono le sfaccettature di questa terra ostracizzata, censurata dai media o demonizzata dagli stessi senza ritegno. Uno degli aspetti meno noti del caleidoscopio nordcoreano è senza dubbio,l’industria automobilistica e degli automezzi in generale. Una realtà “nascosta” non da osannare, né da celebrare acriticamente, ma certamente da conoscere. In tanti balzeranno sulla poltrona, a sentire che l’industria automobilistica nella Corea popolare e socialista è nata prima di quella sudcoreana, con le sue blasonate Hyundai, Kia, SsangYong Motor Company e via elencando.

Il debutto – la fabbrica di motori di Tokchon, una lunga serie di successi
sungri_58_ka_uitsnijding Correva l’anno 1950, quando venne fondata la Fabbrica di Motori di Tokchon. Il colosso non nacque certo sotto i più rosei auspici: le fondamenta furono gettate nel turbinio di una tesissima situazione internazionale, con l’attacco imperialista e una guerra devastante che si protrarrà fino al ’53, recando distruzioni inenarrabili (il 25% della popolazione nordcoreana vi perse la vita). Nel ’51 sarebbe potuta già uscire la prima serie di autovetture, ma il conflitto obbligò a posticipare i piani... Nel 1958, dai 600000 metri quadrati dello stabilimento (7 volte la superficie della struttura del Lingotto di Torino, tanto per rendere l’idea) uscì il primo prodigio: l’autocarro “Sungri–58”. Un nome che sancì efficacemente, a mò di metafora, gli immensi sforzi profusi per la ricostruzione del Paese e il riavvio della sua industria: Sungri, in coreano significa infatti “Vittoria”. Concepito sul modello del GAZ–51 sovietico, aveva una struttura più leggera, specie nelle sospensioni e in alcune altre parti meccanicge. Resistentissimo, affidabile come pochi suoi omologhi, il “Sungri–58” compensava con queste doti gli alti livelli di consumo. La fortuna di questo autocarro, in un contesto di economia pianificata, fu grande e incoraggiò lo studio, la produzione e la diffusione di altri modelli, egualmente pregevoli (se non più): il “Sungri–60”, possente camion concepito con 6 ruote motrici, capace di 10 t di carico utile, prediletto dall’Esercito e onorato in ambito filatelico con un francobollo ad esso dedicato; il “Sungri–61”, simile al “Gaz–63” sovietico, un 4x4 all’avanguardia; il “Sungri/Jaju-64”, autocarro 6x4 con cassone ribaltabile e motore diesel, basato sul sovietico KrAZ 256, costruito per 18 anni fino al 1982, anno in cui venne lanciato il “Sungri/Jaju-82”, autoveicolo multifunzionale con carico utile di 10 t e dotato anch’esso di motore diesel.
La fabbrica di Tokchon (la Tokugawa che respinse gli occupanti imperialisti giapponesi) si specializzò non solo negli ordinari autocarri, pur sempre solidissimi e con un tasso di affidabilità largamente superiore a quello di tanti veicoli occidentali, ma sfondò pure nel settore dei dumpers, i giganteschi camion da cava e da cantiere, con elevatissima capacità di carico e duttilità d’impiego anche in ambito militare. Nel 1970, dalla catena di montaggio uscì il primo esemplare del “Sungrisan/Konsor-25”, autocarro da 25 tonnellate, in seguito costruito dalle “Officine 30 Marzo”, le stesse che nel 1982 metteranno in commercio il ciclopico “Konsor 100”. Nel 1979, fu la volta del “Kumsusan”, un gigante da 40 tonnellate, moderno in ogni componente. I progettisti e le maestranze di Tokchon conseguirono un tale livello di specializzazione e di acquisizioni che, pur optando quasi sempre per la produzione di veicoli su licenza di ditte sovietiche ed occidentali, al fine di contenere i costi e guadagnare rapidamente terreno, misero comunque a punto anche vetture di tutto rispetto, assolutamente concorrenziali, in linea di principio, con quelle delle più rinomate case mondiali, i cui modelli vennero certamente presi ad esempio e riprodotti, ma sempre riadattati ai gusti e alle necessità nordcoreani, mai pedissequamente copiati, specialmente nella meccanica. E’ il caso della “Jaju”, automobile confortevolissima a 5 posti, simile alle prime “Passat” ma con sostanziali modifiche rispetto al modello ispiratore; è il caso della “Paektusan”, assimilabile ai più lussuosi modelli della Mercedes prodotti negli anni ’70, ma anche della “Kaengsaeng-88” (“Rinascita-88”, in lingua italiana), sorella della Mercedes 190, status simbol degli anni ’80. Facendo un passo indietro, non possiamo non menzionare il primo modello di autovettura: la “Achimkoy” (“Fiore del Mattino”), prodotta sulla base della sovietica GAZ M–20 Pobeda, in pochissimi esemplari. Che dire poi delle jeep e dei pick up? Nemmeno i fuoristrada e i cassonati si situarono fuori dall’orbita dei costruttori di Tokchon: ecco arrivare nel 1968 il “Kaengsaeng”, ibrido tra il veicolo militare sovietico GAZ–69 e un normale fuoristrada, prodotto in seguito dalle “Officine Automobilistiche Pyongsang”. Accanto a questo modello, non possiamo dimenticare il “Sungri 4.25”, pick-up eccezionalmente affidabile e versatile.

Sungrisan/Konsor-25

Sungrisan/Konsor

Autobus, trolleybus e tram: l’industria nordcoreana al servizio del trasporto pubblico
chollima_9-25_bijsnijding Il trasporto pubblico è, per deliberata scelta del Partito e del Governo, da sempre prioritario negli investimenti e negli orientamenti programmatori del socialismo nordcoreano. Chi visita la Corea Democratica, chi su di essa si fa una cultura consultando riviste, attingendo a contributi filmati, navigando nelle acque non sempre fauste di Internet, può rendersi conto di quanto sia sviluppata in questo Paese la rete del trasporto pubblico in ogni città e, in particolar modo nella capitale Pyongyang. Una metropolitana efficiente, oltre che esteticamente sublime; trolleybus che vanno e vengono carichi di gente; autobus moderni, a volte fiammanti, che a frequenza regolare e intensa percorrono le arterie stradali di tutta la Nazione; tram che sferragliano e treni che trasportano giorno e notte persone e merci. Queste “prove visive”, oltre ad attestare un’incontrovertibile verità, ovvero il carattere capillare e qualitativamente elevato del trasporto pubblico nordcoreano, raccontano pure di una storia gloriosa e complessa, quella dell’apparato industriale che ha progettato, concepito, messo a punto e commercializzato i mezzi pubblici che, quotidianamente, in tutto il Paese, permettono a milioni di persone di spostarsi agevolmente. Nel firmamento dell’industria dei mezzi pubblici di trasporto, una delle stelle che brillano maggiormente è la “Fabbrica di bus di Chongjin”, fiorente cittadina portuale della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Dalle sue officine, dislocate su 82000 mq e forti di 1300 addetti, sono usciti degli ottimi mezzi: il “Jipsan 74”, trolleybus prodotto dal 1974 al 1989, con linea sapientemente aerodinamica, affiancato negli anni da altri modelli di grande successo, come i Jipsan “77”, “82”, “85” (articolato), “86” e “88”, a testimoniare il dinamismo e l’efficienza dell’azienda.
Nelle stesse officine, nel corso degli anni, sono stati forgiati modelli quali “Hongnyonjunwi” e “Chongjin”, trolleybus solidi e confortevoli. Il primo è una riedizione del cecoslovacco “Karosa C 734” e, tradotto in italiano, suona così: “Avanguardia giovanile”. Ha un peso di 10,2 t e 33 posti a sedere (100 compresi quelli in piedi). Prodotto dal 1996, si nota di frequente per le vie e le piazze di Pyongyang e di altri centri. Il “Chongjin” invece, anch’esso funzionale e con eccellenti prestazioni, è un omaggio alla Città che gli ha dato i natali, Città di 350000 abitanti circa che, tanto per contraddire i pennivendoli e i superficiali che parlano di Pyongyang come “vetrina”, fuori dalla quale esisterebbe il nulla, o meglio l’età della pietra rediviva, ospita una rete di filobus (o trolleybus che dir si voglia) di ben 35 km, con 4 linee e 100 mezzi. Roma, lo diciamo a beneficio di pseudoesperti e persone invece desiderose di informarsi obiettivamente, con il suo status di Capitale d’Italia, con quasi tre milioni di abitanti, può vantare una sola linea di filobus della lunghezza di 11,5 km, la “90 Express” che collega a Stazione Termini con Largo F. Labia. Vi sono altre due linee, invero.. in costruzione da svariati anni e mai ultimate, nella migliore tradizione italica!
Il prodigio più grande, però, che mostra anche agli increduli lo spessore dell’industria nordcoreana, è appannaggio delle “Officine dei Trolleybus di Pyongyang” ed è il filobus articolato “Chollima 9.25” (“Chollima” è il cavallo alato equivalente di Pegaso, nel mondo della mitologia e della tradizione coreana e asiatica). Prodotto dal 1963 al 1965, diversi suoi esemplari erano ancora in funzione almeno fino a 9/10 anni fa. A Pyongyang ne circolava uno con la bellezza di 3000000 di km sul groppone, perfettamente tirato a lustro e privo anche del più ineziale graffio. Lungo 13,6 m, con 120 posti per i passeggeri, il “Chollima 9.25” è senz’altro tra i migliori mezzi al mondo nel suo genere. Il mitico cavallo alato asiatico è poi anche eponimo, in compagnia di varie cifre, di altri filobus: il “70”, il “72”, il “74” e l’“84”. Tra gli autobus, impossibile non nominare il possente articolato “Kwangboksonyon”, in compagnia di tutti i minibus “Chollima” e affiancato da una flotta di bus e filobus ungheresi di importazione, i celebri “Ikarus”. Negli anni ’80 e ’90, per risparmiare sulle importazioni di greggio (assai onerose per un Paese emarginato dal sistema imperialista e anzi stretto nelle morsa dei boicottaggi economici), il Paese si specializzò nella produzione di “generatori di gas” per camion e autobus, funzionali “caldaie” per mezzi di trasporto, alimentate da legna, carbone o sostanze infiammabili sostitutive del gasolio. Nel 1996, 3/4 del parco camion esistente nel Paese usufruiva di tali generatori. Con il mutare della situazione mondiale, l’assistenza della Russia e di altri Paesi, il petrolio e il metano hanno guadagnato spazio nel sistema di approvvigionamento dei mezzi di trasporto.

Kwangboksonyon

Kwangboksonyon

L’automobile nordcoreana nel 2000. Problemi e prospettive
pyeonghwa-motors-logo Nell’aprile 1999, i mezzi di comunicazione salutarono con soddisfazione e compiacimento la fondazione della joint–venture “Pyeonghwa Motors”, formata con l’apporto del cartello nordcoreana “Ryonbong” (colosso attivo nell’esportazione di metalli, minerali e macchinari, con filiali in molte parti del globo) e della sudcoreana “Pyonghwa Motors” di Seul, proprietà del Reverendo Moon, grande affarista e mistico, fondatore della Chiesa dell’Unificazione, da molti ritenuta contigua alla CIA. Il 70% del capitale fu conferito dai sudcoreani, mentre il 30% venne stanziato da Pyongyang. La joint-venture, nata con la missione di potenziare la produzione di automobili in Corea Democratica, con una proiezione commerciale estesa a tutta l’area asiatica, fu la prova provata della rinascita del Paese dopo il difficilissimo periodo del ’95–’97 segnato da calamità naturali a ripetizione, fronteggiate eroicamente senza quasi alcun aiuto dalla comunità internazionale, più impegnata ad inventare storie macabre quanto irreali di carestie medievali e orrori, che non ad aiutare concretamente un popolo eroico e indomito. Gli studi di progettazione della “Pyeonghwa” e i reparti, tutti presidiati da maestranze altamente qualificate, hanno sfornato, nel corso degli anni, diversi modelli di autovetture, con notevole successo, checchè ne dicano i detrattori e i disinformatori di professione. A proposito di questo capitolo, si è parlato di cifre inverosimili, relativamente alla produzione annuale: Erik Van Ingen Schenau, autore di “Automobiles Made in North Korea”, ha parlato di 400 esemplari prodotti nel 2005, mentre per il 2009 alcuni hanno avanzato la cifra di 650 esemplari venduti. Cifre basse, troppo basse non solo per il comune buonsenso, ma anche per le molto più prosaiche ragioni di profitto dei partner privati sudcoreani che, fosse stato vero quell’andamento del mercato, avrebbero da tempo gettato la spugna e restituito libri e carte ai loro soci di Pyongyang. Infatti, gli stessi uffici di Seul della “Pyeonghwa” hanno offerto, per il solo 2011, numero ben diversi: 1450 automezzi, tra vetture e minibus, venduti solo nell’area della Capitale Pyongyang. Con un semplice calcolo induttivo, e sempre tenendo presente che nella Capitale si concentra la gran parte del commercio di autoveicoli, si può immaginare quale sia l’entità del volume d’affari dell’industria automobilistica nella Corea Democratica. Il Governo nordcoreano è stato accusato di voler celare, per principio, i dati su produzione e vendita di autovetture ed automezzi in generale. Un’accusa, questa, del tutto gratuita e destituita di fondamento; la normale riservatezza e la prudenza nordcoreana sono state motivate e condizionate piuttosto dalla non sempre trasparente condotta dei soci di Seul, desiderosi di profitti immediati più che di investimenti in grado di far crescere le economie del nord e del sud, con un crescente interscambio benefico per tutti, sul medio periodo. Aggiungiamo poi un elemento non trascurabile: in un Paese sotto assedio, certi dati, come la consistenza del parco auto, la lunghezza delle reti ferroviarie, la produzione in settori industriali delicati, equivalgono a informazioni di rilevanza strategico–militare: divulgarli con troppa disinvoltura, significherebbe compromettere la sicurezza del Paese… Ma questo, certa stampa, quando ne è al corrente, fa finta di non saperlo! Ad ogni buon conto, dagli stabilimenti “Pyeonghwa”, costruiti con uno sforzo finanziario pari a 55 milioni di dollari, hanno fatto la loro sortita, nel corso degli anni, diversi modelli di pregevole fattura e alte prestazioni. Se si guarda alla motorizzazione privata, in costante crescita (c’è chi parla ormai di 300000 auto private in circolazione, ma sono solo stime…), le strade nordcoreane, per quanto infinitamente meno intasate di quelle delle principali metropoli mondiali, sono percorse in gran parte da esemplari simili ai SUV e modelli dall’elegante design, richiamante le linee della “Mercedes”, dell’“Audi” e delle ammiraglie asiatiche più in voga. Ciò, oltre ad attestare un crescente benessere popolare (non si tiri fuori la storia delle élite, perché questa comprende, al massimo, 2-3000 persone in tutto il Paese), è segno del livello tecnico afferente all’industria delle automobili della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Rarissimo vedere un’utilitaria di ridotte dimensioni; al massimo, si nota qualche “Dacia”, qualche “Lada” e delle vecchie “Volvo” importate in oltre 1000 esemplari dalla Svezia negli anni di Kim Il Sung (quando il Paese, a detta di alcuni Pinocchietti, era “impenetrabile” ed “ermeticamente isolato”). L’automobile del 2000, nella Corea Democratica, è lussuosa, confortevole, un salotto viaggiante. Non c’è spazio per modelli “da battaglia”. Non solo: la “Pyeonghwa” commercia anche, con posizione monopolistica, vetture nuove e usate in Asia, specialmente nel Vietnam, dove la compagnia “Mekong Auto”, attiva dal 1991, ogni mese aumenta le proprie ordinazioni, con telefoni, telex ed e-mail roventi tra Ho Chi Minh e Pyongyang. Vediamo, rapidamente, alcuni modelli frutto del lavoro delle officine della “Pyeonghwa”.
http-_mashable-com_wp-content_uploads_2015_10_nkcar3 Nel 2002, fu la volta della “Hwiparam I” prodotta sulla base della “Fiat Siena” fino al 2006. Cinque marce, 180 km/h di velocità massima, si presenta tuttora come un modello affidabile, relativamente accessibile, contenuto nei consumi e per niente passato di moda nella concezione. La “Hwiparam II” e la “Hwiparam III”, prodotte dal 2007 al 2010 sulla base di modelli dell’industria automobilistica cinese, rappresentano un passo in avanti eccezionale, sul piano estetico e delle prestazioni. La “Peokkugi 1”, del 2003, rappresenta la versione nordcoreana della “Fiat Doblò”, mentre la “Peokkugi 2”, uscita nel 2004, è un vero e proprio SUV, ripreso dal modello cinese “Shuguang” 4x4, ma con variazioni rilevanti nella linea. A toccare le vette del lusso però è la “Junma”, prodotta a partire dal 2005 con la linea della “SsangYong Chairman” sudcoreana, a sua volta molto simile ai modelli “Mercedes”. Queste vetture hanno dei prezzi non certo molto accessibili, se giudicati “sulla carta”, ma se calcoliamo che per decenni il risparmio delle famiglie nordcoreane è stato elevatissimo, dato il costo della vita assai contenuto e l’assoluta gratuità di molti servizi vitali, allora possiamo ben dire che una fetta consistente della popolazione può potenzialmente garantirsi l’acquisto di un’automobile. In tal senso, quali sono i fattori frenanti? Innanzitutto, l’efficienza ammirevole dei trasporti pubblici, che rendono del tutto opzionale il rivolgersi al mercato delle autovetture private; in secondo luogo, si cerca di “proteggere” questa prevalenza del trasporto pubblico per contenere i fattori di costo in ambito economico–commerciale, specie in relazione con l’approvvigionamento sempre più problematico di combustibili a livello planetario (stiamo pian piano scontando la carnevalata consumista, tra guerre, crisi e andamento a singhiozzo delle attività estrattive). Infine, l’incremento della motorizzazione privata pone, in uno Stato etico come la Corea Democratica, problemi e questioni che uno Stato capitalista bellamente ignora o nega in via di principio, legittimando solo il pendolo della domanda e dell’offerta: condurre un’autovettura, implica, nella visione della Repubblica Democratica Popolare, una responsabilità sociale in termini di scelte economiche, comportamenti, cura della sicurezza complessiva della popolazione. La Corea Democratica non vuole ritrovarsi con migliaia di vite spezzate in incidenti, con code e ingorghi quotidiani di ore ed ore, come quelli visibili in tutte le metropoli occidentali, con fenomeni di inquinamento oggi felicemente sconosciuti. Aggiungiamo poi altri elementi: la scuola di guida, nella Corea Democratica non è, per le ragioni sopra esposte, il prodigo munifico patentificio che a volte (senza generalizzare) è dalle nostre parti. Essa è una fucina formativa di responsabilità civile, sociale e di arricchimento culturale. Essa dura un anno e trasmette a chi la frequenta non solo nozioni teoriche, ma anche pratiche su manutenzioni e riparazioni dei veicoli. Le commissioni mediche, poi, sono attentissime e assai rigorose nel valutare i candidati alla patente: patologie invalidanti e gravide di pericolose conseguenze per l’automobilista e per gli attori del traffico nel loro complesso (non parliamo di handicap motori, bypassabili, in tale contesto, con particolari accorgimenti tecnici), non sono ammesse. Chi frequenta la scuola guida si ferma un anno a Pyongyang in uno speciale convitto, se proviene da lontano, e impara che guidare non è un vezzo borghese, come in occidente, ma un privilegio e una funzione carica di conseguenze e di significati in ambito collettivo. Si è assai inflessibili, ad esempio, con chi fa concorrenza sleale ai taxi statali, trasportando abusivamente persone con la propria autovettura. Allo stesso tempo, però, si consente a chi è patentato, ma non dispone di auto propria, di noleggiare vetture del parco macchine statale. Addirittura, il noleggio si trasforma in una sorta di comodato d’uso, qualora l’automobilista accetti di assumersi l’onere del carburante e delle eventuali manutenzioni per un periodo prolungato. Insomma, l’auto nella Corea Democratica non è la perfetta sconosciuta che qualcuno vorrebbe dipingere, ma non è nemmeno un bene consumisticamente dominante: è un vanto nazionale, il frutto del lavoro libero e gioioso della popolazione, in una società socialista che alloca servizi e redditi in base a meriti, bisogni e aspettative.

Hwiparam 1610

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Riferimenti:
Sito della “Pyeonghwa”
Erik Van Ingen Shenau: “Automobiles made in North Korea”. Dello stesso autore è utile e stimolante consultare il sito da egli stesso curato, che riassume l’intero contenuto del libro, difficilmente reperibile.
sitoaurora | ottobre 12, 2016 alle 13:09 | Etichette: anti-egemonia, anti-egemonismo, antiatlantismo, antimperialismo, Asia, Asia del Nord-Est, Asia-Pacifico, Blocco antiegemonico, Blocco BAO, blocco eurasiatico, Cina, complesso militar-industriale, comunicazione, comunismo, Corea, Corea del nord, Corea del Sud, Corea democratica, Corea popolare, Corea Popolare Democratica, Corea socialista, DPRK, energia, geo-comunicazioni, Geoeconomia, Geopolitica, Giappone, guerra asimmetrica, guerra d'influenza, guerra d'informazione, Hwiparam, industria, industrializzazione, industrie, intelligence, internazionalismo, juchè, Kaesong, KCNA, Kim Dae-Jung, Kim Jong, Kim Jong-Il, Kim Jong-un, Kimjongunismo, Korea, Korea Asia, Korean Central News Agency, mass media, multipolarismo, Nuovo ordine mondiale, ONU, politica della sicurezza, politica industriale, politica regionale, Pyongyang, relazioni industriali, Repubblica Popolare Democratica di Corea, resistenza, rete dei trasporti, RPDC, Russia, satelliti, Seoul, servizi di sicurezza, sfera d'influenza, Sinpo, Songun, sovranità, Stati Uniti, tecnologia dei trasporti, Tokchon, trasporti | Categorie: Eurasia, Storia, Tecnologia | URL: http://wp.me/p1qi5U-6Dp   

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Hola, lorenzo:
¿Cuento contigo?
Participa online:
Si no eres creyente, por favor, conéctate para defender los derechos de esta madre de familia que lleva 6 años en el corredor de la muerte, condenada por beber agua del mismo pozo que los musulmanes.
Si eres creyente, por favor, únete a la oración por Asia Bibi.
Puedes hacerlo de modo online:
    Jueves, 13 de octubre.
    19.00h -20.00h.
    Sigue la vigilia en tiempo real a través de este enlace: https://www.youtube.com/watch?v=I8OD_sEGIEU
¡Muchas gracias!

Miguel Vidal y todo el equipo de MasLibres.org
hola, lorenzo:
Este jueves, 13 de octubre, comienza el juicio definitivo de Asia Bibi. De su resolución dependerá que sea declarada inocente, la dejen en libertad y salve la vida o que ratifiquen su condena y la ahorquen.
Quienes estamos preocupados por Asia Bibi y llevamos años peleando por su libertad nos vamos a reunir en una vigilia el mismo día del juicio frente a la Embajada de Pakistán. Tal vez quieras participar.
Si quieres participar en esta vigilia por Asia Bibi pero no puedes hacerlo físicamente, únete a distancia. Estos son los datos:
Jueves, día 13.
Desde las 19.00h. a las 20:00h.
Sigue la vigilia en directo en este enlace: https://www.youtube.com/watch?v=I8OD_sEGIEU
Tu apoyo es muy importante, espero poder contar contigo.
Gracias.
Miguel Vidal y todo el equipo de Maslibres.org
¿Puedes ayudarnos a mantener nuestra actividad? HazteOir.org se financia exclusivamente con las aportaciones de nuestros socios y donantes. No recibimos ayudas, ni subvenciones, ni tenemos detrás a ningún lobby o corporación que costee nuestra actividad. Contribuye ahora haciendo clic en este enlace: https://colabora.hazteoir.org/
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Feliz Día de la Hispanidad lorenzo,
¿Qué celebramos? La llega de la Fe y la Esperanza cristiana a América, y con ellas, un Nuevo Mundo...
Como sabes, el 12 de octubre de 1492 Cristóbal Colón llegaba a la isla Guananí, en el archipiélago de Bahamas.
Pero más allá del hecho histórico. ¿Qué es a Hipanidad? Hispanidad somos tú y yo. Somos hijos de nuestra historia, una historia común que nos une como hermanos, en un mismo ser y sentir, pero también en un mismo proyecto.
He leído mucho estos días sobre el tema y la definición que más me gusta es la de García Morente:
“La imagen intuitiva que mejor simboliza la esencia de la hispanidad es la figura del caballero cristiano, optimista e impaciente al mismo tiempo, no acata leyes que no sean las leyes de Dios. Y lo hace con grandeza frente a mezquindad, con arrojo frente a timidez, con altivez frente al servilismo, con más pálpito que cálculo y con impaciencia de eternidad”
Esto es lo que somos y lo que estamos celebrando. Así que ¡FELICIDADES!
También es lo que humildemente tratamos de vivir desde CitizenGO cada día.
Los desfiles están bien, los bailes, también; los concursos gastronómicos, mejor ;) Pero lo más imporante es saber bien qué celebramos.
Y celebramos principalmente una Fé que nos dio LIBERTAD Y ESPERANZA.
He rescatado algunos video de Youtube que igual te pueden ilustrar para conocer mejor qué celebramos.
   La unidad de todos los pueblos de América Latina. https://www.youtube.com/watch?v=AoqK9kQviGQ
    La Hispanidad explicada por el historiador José Javier Esparza: https://www.youtube.com/watch?v=H_b4yljkZiI&t=1106s
    La Hispanidad explicada por el filósofo Miguel Ayuso: https://www.youtube.com/watch?v=1Yy8vDSVKik&t=31s
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¡Feliz Día de la Hispanidad!
Un fuerte abrazo,
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Come Hillary Clinton ha armato lo Stato islamico by sitoaurora. Alessandro Lattanzio, 12/10/2016
hillary_clinton_lies_distressed_print-r211fec6f6d9d4b5f873541737def66d9_aijhj_8byvr_512Il 17 agosto 2014, l'attuale candidata democratica alla presidenza degli USA, e allora segretaria di Stato degli USA, Hillary Clinton, inviò una e-mail al presidente del suo comitato elettorale John Podesta, allora consigliere del presidente Barack Obama. Nella email, Clinton diceva che Arabia Saudita e Qatar finanziano e armano lo Stato islamico e altri gruppi taqfiriti. Inoltre presentava un piano in otto punti per l'Iraq e la Siria, puntando ad armare le forze curde, "Anche se questa operazione militare/para-militare va avanti, dobbiamo utilizzare le nostre risorse d'intelligence e diplomatiche più tradizionali per fare pressione sui governi di Qatar e Arabia Saudita, che forniscono supporto finanziario e logistico clandestino allo SIIL e ad altri gruppi radicali sunniti nella regione", aveva scritto Clinton. "Tale sforzo sarà rafforzato dall'impegno intensificato dal governo regionale curdo. Qatar e sauditi saranno messi in un bilico politico tra concorrenza continua nel dominare il mondo sunnita e conseguenze gravi dalle pressioni degli Stati Uniti". Va ricordato che il Qatar ha dato 5 milioni di dollari alla Fondazione Clinton, mentre l'Arabia Saudita ne ha versati almeno 25.
Il piano in 8 punti di Hillary Clinton affermava che “l'avanzata dello Stato islamico da l'opportunità agli statunitensi di rimodellare Nord Africa e Medio Oriente”, dicendosi convinta che le forze curde "possono infliggere una vera e propria sconfitta allo SIIL" e che quindi vanno sostenute dal governo degli Stati Uniti. Nei punti 2 e 3 Clinton riconosceva che l'impegno degli Stati Uniti contro lo SIIL era "limitato", concludendo che gli Stati Uniti devono fornire anche supporto aereo ai curdi e alla “resistenza sunnita in Siria”. Clinton poi affermava che le armi inviate ai curdi non avrebbero costituito una preoccupazione per la Turchia, perché sono armi "obsolete" e con un ponte aereo per fornire armi pesanti, gli USA avrebbe aiutato la Turchia a risolvere la questione curda. Nel punto 4 Clinton affermava che i bombardamenti aerei degli USA in Iraq e Siria e "l'invio di armi all'esercito libero siriano o altre forze moderate" permettevano d'intensificare "le operazioni contro il regime siriano... Anche se questa operazione militare/para-militare va avanti, dobbiamo utilizzare le nostre risorse d'intelligence e diplomatiche più tradizionali per fare pressione sui governi di Qatar e Arabia Saudita, che forniscono supporto finanziario e logistico clandestino allo SIIL e ad altri gruppi radicali sunniti nella regione. Tale sforzo sarà rafforzato dall'impegno intensificato dal governo regionale curdo. Qatar e sauditi saranno messi nel bilico politico tra concorrenza continua nel dominare il mondo sunnita e conseguenze gravi dalle pressioni degli Stati Uniti". Nei punti 6 e 7 Clinton osservava che gli interessi degli Stati Uniti nella regione differiscono da Paese a Paese, ad esempio, le "questioni energetiche in Libia" erano d'interesse nazionale per gli Stati Uniti. Nel punto 8, Clinton affermava che lo SIIL avanzava in Libia, Egitto, Libano e Giordania, e nel punto 9, Clinton delineava la sua visione del futuro Medio Oriente, con uno Stato curdo che occupi le regioni irachene di Mosul e Qirquq e il nord della Siria, per poter assestare “un colpo decisivo ad Assad”. La battaglia per Aleppo con cui Damasco libera la principale città del nord della Siria, sventerebbe il piano di Clinton.
Infine, secondo Julian Assange, fondatore di Wikileaks, Hillary Clinton e il dipartimento di Stato degli USA armavano, ed armano, i terroristi islamisti, anche quelli dello Stato islamico (SIIL). Durante il secondo mandato di Obama, afferma Assange, la segretaria di Stato Hillary Clinton autorizzò l'invio di armi di fabbricazione statunitense in Qatar, Paese sostenitore dei Fratelli musulmani, e nemico del governo libico di Gheddafi e della Siria. Julian Assange afferma che 1700 messaggi di posta elettronica di Clinton la collegano direttamente alle azioni di al-Qaida e Stato islamico in Libia e Siria. In un'intervista di Juan Gonzalez, Assange dichiara che negli archivi di Wikileaks vi sono oltre 30000 e-mail di Hillary Clinton di quando era segretaria di Stato, per un totale di 50547 pagine di documenti, emessi dal giugno 2010 all'agosto 2014. 7500 documenti furono spediti da Hillary Clinton direttamente, di cui almeno 1700 riguardanti l'aggressione alla Libia, l'assassinio di Gheddafi e il flusso di armi verso i terroristi in Siria, favorito da Hillary Clinton.
Va ricordato che già nel 2010, dal dipartimento di Stato, Hillary Clinton spingeva il presidente Obama, ed anche alcuni capi di Stato esteri, a fermare Assange o almeno a stilare una strategia che  minimizzasse l'impatto pubblico del lavoro di Wikileaks. Una mattina del novembre 2010, durante una riunione del governo, Clinton chiese "Non possiamo semplicemente usare un drone contro costui?", proponendo come rimedio più semplice, per mettere a tacere Assange e Wikileaks, un attacco con dei droni armati. I presenti si misero a ridere finché capirono che Hillary Clinton diceva sul serio, come riferiscono le fonti del dipartimento di Stato. Clinton disse che Assange, dopo tutto, era un bersaglio relativamente facile, viso che "andava in giro" liberamente a mostrare il grugno senza alcun timore di rappresaglie dagli Stati Uniti. Clinton era arrabbiata per la divulgazione dei documenti segreti statunitensi sulla guerra in Afghanistan, nel luglio 2010, e sulla guerra in Iraq, nell'ottobre 2010.clinton-weight-nrd-600

sitoaurora | ottobre 12, 2016 alle 15:30 | Etichette: agente d'influenza, agenti d'influenza, Al-Qaeda, al-Qaida, American assassination, american assassinations, Ankara, Arabia Saudita, Asia del sud-ovest, assassinio politico, atlantismo, Bill Clinton, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco antiegemonico, Blocco BAO, capitalismo, CIA, colonialismo, complesso mediatico-disinformativo, complotti, cospirazioni, covert operation, Covert Operations, disinformazione, disinformazione strategica, egemonia, egemonismo, fratellanza mussulmana, fratellanza musulmana, Fratelli mussulmani, Fratelli musulmani, GCC, Giordania, globalismo, globalizzazione, golpismo, governo occulto, guerra a bassa intensità, guerra asimmetrica, guerra coloniale, guerra coperta, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di 4.ta generazione, guerra di propaganda, guerra mediatica, guerra occulta, guerra per procura, guerra psicologica, Hillary Clinton, Hillary Rodham Clinton, Imperialismo, industria petrolifera, infiltrazione, infiltrazioni, integralismo, integralisti, intelligence, intelligence community, invasione, invasioni, invasori, islamismo, islamisti, islamo-atlantismo, islamo-imperialismo, islamo-sionismo, legione islamista, Levante, Maghreb, Mashreq, mass media, Medio oriente, medioriente, Mediterraneo, mercenari, missioni segrete, mondialismo, mondializzazione, narcodollari, narcotraffico, nazi-atlantismo, neo-colonialismo, neocolonialismo, neocon, neoconservatori, neoimperialismo, North Atlantic Treaty Organization, Oligarchia, oligarchie, oligarchismo, operazioni coperte, operazioni occulte, operazioni psicologiche, operazioni speciali, organizzazioni terroristiche, Pentagono, petroemirati, Petrolio, petromonarchie, politica della sicurezza, politica internazionale, politica mondiale, politica occulta, politica regionale, poteri occulti, Propaganda, psy-war, psywar, Qatar, relazioni internazionali, Repubblica araba di Siria, Repubblica Araba Siriana, rete spionistica, rivoluzione colorata, sabotaggi, sabotaggio, sabotatori, salafismo, sauditi, servizi segreti, settarismo, sfera d'influenza, sinarchia, sinarchie, sinarchismo, Sionismo, Siria, società occulte, società segrete, sovversione, sovversivismo, spionaggio, squadroni della morte, Stati del Golfo e Turchia, Stati Uniti, strategia, taqfirismo, taqfiristi, taqfiriti, tattica, terrorismo, terrorismo di Stato, terroristi, UK, USA, vicino oriente, wahhabismo, Washington, Washington Consensus, Washington DC | Categorie: Covert Operation, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-6DA   
Luis Losada Pescador y todo el equipo de CitizenGO

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PD2. Mañana jueves empieza el juicio de Asia Bibi en el Tribunal Supremo de Islamabad. La familia nos escruiió: tienen fe y esperanza de que este sea el paso definitivo que la saque del corredor de la muerte donde lleva injustamente más de CINCO años. Si eres creyente, pro favor, reza por Asia. Te mantendré informado.

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